| Articolo in inglese apparso su www.fiery-foods.com: Leggi l’articolo |
| Articolo in tedesco apparso su www.pepperworld.com: Leggi l’articolo |
| Consigli per gli acquisti (L’Informazione di Parma 13/12/05) |
| Quando da lontano (mentre si percorre la ripida salita che dalla Val Noveglia porta a Predario e poi a Ca’ d’Alfieri) si intravede la lunga e pietrosa costruzione, si stenta sempre a credere che lì, su quel monte e tra le mura secolari dell’antica e grande casa, Maurizio e Luisa siano riusciti a realizzare il loro sogno. Il mondo di questa bella coppia è uno splendido agriturismo con 3600 metri quadrati di serre in cui coltivano ortaggi, verdure e peperoncini con la pratica biologica, il bosco ed il sottobosco. Ca’ d’Alfieri è il più bell’agriturismo della provincia di Parma: nel restauro sono stati rispettati e valorizzati tutti gli aspetti architettonici originali e, quando si sosta tra le basse e antiche stanze, sembra di fare un salto nel passato. Per passare un fine settimana splendido basta arrivare poco più in là di Bardi, a un’ora di strada da Parma, per godere dell’accoglienza e, soprattutto, della grande cucina di Luisa: marmellate, conserve, sott’oli prodotti quotidianamente. Quando torno a casa mi delizio con le cipolle alle spezie, melanzane o cipolle sott’olio, zucchine sott’olio alla menta, salsa verde sia dolce sia piccante, passata di pomodoro, sugo habanero (piccantissimo), il bacio di satana con tonno acciughe e capperi (peperoncini piccanti ripieni), la marmellata dura di mele cotogne o di nespole, la salsa di fragole all’erba cipollina, la confettura extra di nespole. Maurizio e Luisa vendono i loro prodotti non solo nel negozio di Bardi, ma anche nei mercati di prodotti tipici. SLOWFOOD |
| In un casale dell’Ottocento per riscoprire il “naturale” (Gazzetta di Parma 01/11/04) |
| A conquistarli è stata la struttura, un antico casale dell’800 non molto distante da Bardi. Luisa Sgarbossa e il compagno Maurizio Bovi all’epoca, nove anni fa, abitavano a Brescia e conducevano una vita che con l’agricoltura non aveva niente a che vedere. Infermiera lei, esperto informatico lui, cercavano soltanto un luogo verde e adatto ad ospitare le loro vacanze. La scoperta della zona di Bardi è avvenuta sfogliando una rivista; il casale, una volta visitato li ha immediatamente convinti all’acquisto. “Dopo una lunga ricerca - racconta Luisa - avevamo finalmente trovato una struttura che manteneva le sue caratteristiche originarie, con il pozzo, un forno, i pavimenti di pietra e tutti i camini intatti. Certo andava un po’ rimaneggiata”. Da luogo di vacanza la casa è diventata ben presto abitazione principale e sede di una nuova azienda agricola avviata da Luisa e Maurizio: la “Ca’ d’Alfieri”. “Abbiamo optato per una vita diversa, lontana dalla città, scegliendo al tempo stesso di sopravvivere delle risorse del posto”, spiegano. Così, nel 2000 Luisa si è trasferita e ha iniziato a condurre l’impresa, mentre venivano avviati i lavori di ristrutturazione (conservativi) del casale. Per alcuni anni Maurizio si è diviso tra le montagne di Bardi e il suo lavoro che ha continuato a svolgere a Brescia. Ma da qualche mese ha raggiunto definitivamente Luisa per dedicarsi a tempo pieno all’azienda, insieme a lei. L’offerta di Ca’ d’Alfieri è variegata; tra le dodici serre e i campi (per un totale di circa due ettari) vengono coltivati pomodori, peperoni, peperoncini, melanzane, fagioli, fagiolini, zucche, patate, meloni, erbe aromatiche, more, ribes, fragole e uva. I prodotti freschi (tutti certificati) vengono trasportati nel negozio aziendale di Bardi (via P. Cella 86), dove vengono esposti e messi in vendita al massimo per due-tre giorni. Poi il trasferimento nel laboratorio di trasformazione di “Ca’ d’Alfieri”: qui si ottengono marmellate (tra cui quelle a base di peperoncino e all’uva), sottoli, sottaceti, passate. “Il laboratorio non è dotato di certificazione - precisa Luisa - ma la materia prima, a parte lo zucchero e gli aromi, è tutta biologica”. Completano l’offerta aziendale il miele prodotto nelle dodici arnie e l’allevamento di suini neri di Parma (entrambi non biologici, ma i maiali sono tenuti allo stato brado e alimentati con i residui di lavorazione del laboratorio). Oltre che nello spaccio di Bardi i prodotti di “Ca’ d’Alfieri”, in particolar modo le melanzane e i pomodori, vengono venduti nel supermercato Crai di Borgotaro. Ora all’azienda manca l’ultimo anello: l’agriturismo, ormai in fase di apertura, da avviare tra le mura restaurate (secondo i criteri della bioedilizia) del casale. “Quando i lavori saranno ultimati potremo ospitare fino a 15 persone”, precisa Maurizio. ILARIA MORETTI |